
Partecipanti
2 adulti e 2 ragazzi di 14 e 12 anni
Itinerario 13-24 Agosto 2024
Vipiteno/Bressanone (hotel Brenner)
Innsbruck
Essing /Kehleim (App. s’Berghausl Randeck)
Ratisbona
Norimberga
Monaco di Baviera (Novotel City)
Lago di Starnberg ( App.)
Spesa totale viaggio
circa 3500€
GIORNO 1 – Vipiteno e Bressanone
Siamo partiti in auto da Fiumicino e abbiamo pernottato la prima notte all’Hotel Brenner, una tappa ideale tra una destinazione e l’altra, grazie alla sua vicinanza all’autostrada e a Vipiteno. Dall’hotel, con una piacevole passeggiata tra prati e montagne, abbiamo raggiunto il centro in 20 minuti. Vipiteno è una piccola città con casette colorate, viuzze per lo shopping e pittoresche piazze medievali. La città si trova in Valle Isarco ed è stata nominata, alcuni anni fa, uno dei borghi più belli d’Italia. Rientrati in hotel, ci siamo diretti a Bressanone che dista circa 30 minuti di auto da Vipiteno. È una delle città alpine più belle e la più antica del Tirolo. Il centro storico è meraviglioso, con i suoi portici, negozi, ristoranti e locali caratteristici.

GIORNO 2 – Innsbruck
Il secondo giorno ci siamo messi in viaggio verso Essing. Poiché la strada passa per Innsbruck (a meno di 40 km dal confine italiano), abbiamo deciso di fermarci qui per il pranzo. Impossibile dimenticare questa città, con i suoi edifici color pastello e un centro storico incorniciato dalle montagne. In città, molti parcheggi sono riservati ai residenti, quindi occorre fare attenzione per non rischiare la rimozione forzata. Abbiamo lasciato l’auto in un parcheggio coperto a pagamento, vicino alla Hofburg. Il centro storico è piccolo e lo abbiamo visitato tutto in poco tempo. La giornata era molto calda, e rinfrescarsi nelle numerose fontanelle di acqua potabile distribuite per la città è stato davvero piacevole.

GIORNO 3 – Essing e Kelheim
A Essing abbiamo pernottato in un bell’appartamento con giardino, piscina, ping pong e tutto il necessario per rilassarsi tra una gita e l’altra. Eravamo vicini alla rocca di Randeck, nella parte alta della cittadina. Dalla rocca si gode di una splendida vista sul paesaggio circostante. La fortezza è stata danneggiata nell’Ottocento a causa di piogge torrenziali, che hanno provocato il crollo di parte del complesso. L’ingresso alla rocca è libero e la visita merita assolutamente.

Essing è un pittoresco paese di circa 1000 abitanti, abitato fin dalla preistoria e situato all’interno del Parco Naturale dell’Altmühltal, uno dei più vasti della Germania, con un’estensione di 3000 km². Non è molto frequentato dai turisti, il che lo rende ancora più affascinante. Qui è possibile trascorrere una vacanza a contatto con la natura, tra passeggiate, gite in bicicletta ed escursioni in canoa. I percorsi ciclabili sono in pianura, perfetti per famiglie e vacanzieri poco allenati. Abbiamo scelto Essing perché da qui è possibile raggiungere in giornata Norimberga, Ratisbona e visitare le famose Gole del Danubio.

Immancabile all’entrata del paese è il Maibaum, il famoso simbolo bavarese. In varie zone della Germania e dell’Austria, il primo maggio si celebra l’antica tradizione del Maibaum, l’albero di maggio: un tronco di abete privato dei rami e della corteccia, issato nella piazza principale di ogni comune. La sera prima di innalzarlo, il tronco viene sorvegliato per evitare che i paesi vicini lo rubino, come vuole la tradizione. Se ci riescono, la restituzione avviene solo dopo il pagamento di un riscatto, solitamente rappresentato da birra o cibo. In paese c’è un’unica strada principale, e da un lato le case sono costruite proprio a ridosso della roccia.

Essing è caratterizzata da due ponti. Il primo, simbolo della cittadina bavarese (foto a destra), è lungo 46 metri e risale al periodo di fondazione della città, conservato nel suo aspetto originario. Al di là del ponte si trova un’area verde che costeggia un ramo dell’Altmühl, arricchita da un percorso culturale con numerose opere d’arte. Dal ponte si possono scattare bellissime foto con la torre di Randeck che domina dall’alto. Il secondo ponte di Essing, anch’esso in legno, è chiamato Tatzlwurm (foto a sinistra) e attraversa il canale Meno-Danubio. Ha una struttura particolare che sale e scende lungo i suoi 193 metri. Anche da qui si possono scattare splendide foto panoramiche.

Nel pomeriggio del terzo giorno (Ferragosto), partendo da Kehleim, che suggerisco di visitare almeno per una passeggiata, senza alcuna prenotazione abbiamo fatto un giro in barca sul Danubio. Durante la navigazione vengono fornite spiegazioni in inglese e tedesco, e a noi è stata data una mappa del percorso con tutte le tappe descritte in italiano. Si passa per le gole del Danubio fino a raggiungere l’Abbazia di Weltenburg, dove è possibile scendere e poi riprendere un altro traghetto per il ritorno. L’abbazia è situata proprio all’imboccatura delle romantiche gole del Danubio ed è stata fondata intorno al 600 dai monaci pellegrini irlandesi e scozzesi. Intorno alla chiesa si sviluppa un vasto complesso di edifici che ospita le celle dei Benedettini e il più antico birrificio conventuale del mondo, dove si produce, seguendo la ricetta originale stilata dai monaci nel 1058, un’ottima e premiata birra scura che si può sorseggiare nella birreria-ristorante del monastero. L’abbazia può essere raggiunta anche in auto, parcheggiando a pagamento a pochi minuti a piedi. Nei pressi della chiesa è possibile fare il bagno, poiché l’acqua è bassa e cristallina. Durante il giro in barca è stato divertente vedere chi si lasciava trasportare dalla corrente su zattere, gonfiabili di ogni tipo e genere, sup e canoe…

L’attuale comunità monastica considera la cura delle anime e l’accoglienza degli ospiti è il suo compito principale.
GIORNO 4 – Ratisbona
Di Ratisbona basta sapere che è patrimonio dell’umanità dell’UNESCO dal 2006. È uno dei luoghi più belli della Germania, forse perché, rispetto a molte altre città tedesche, ha sofferto meno danni causati dai bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale. Ratisbona, in tedesco Regensburg, significa “fortezza sul Rengen” e si trova nel bel mezzo della Baviera. Abbiamo avuto difficoltà a trovare parcheggio perché quelli vicini al centro sono riservati ai residenti, e buona parte dei parcheggi oltre il fiume erano momentaneamente occupati dagli stand della fiera che si stava preparando.

Abbiamo pranzato molto presto per evitare l’eccessiva fila all’Historische Würstküche, la più antica “salsicceria” della Germania. Il ristorante è conosciuto per le sue salsicce servite con senape dolce e crauti; ne vengono vendute circa 6000 al giorno. Le salsicce sono molto piccole e hanno un modico costo di 3 € l’una. È stato semplicissimo trovare il ristorante… basta seguire il fumo del camino!

Bello il ponte di pietra, The Stone Bridge. La leggenda narra che il costruttore del ponte e quello della cattedrale scommisero su quale struttura sarebbe stata completata per prima. Quando la realizzazione della cattedrale iniziò a procedere più velocemente, il costruttore del ponte fece un patto con il diavolo, chiedendo in cambio tre anime. Il diavolo aiutò il costruttore del ponte, presumendo che avrebbe ricevuto le anime di tre individui di spicco: il re, il duca e il vescovo, che avrebbero inaugurato il passaggio. Tuttavia, non prese in considerazione la furbizia del costruttore, che alla fine dei lavori precedette le celebrità con tre animali. Così, il diavolo si ritrovò tra le mani un’oca, una gallina e un gallo. Della scommessa rimane la statua del Bruckmandl: un uomo che, seduto nel punto più alto del ponte, guarda verso le guglie della cattedrale e sembra rappresentare proprio il costruttore che teneva d’occhio il lavoro del suo concorrente.

Dopo aver girato in lungo e in largo per il centro di Ratisbona, ci siamo diretti al Partenone d’Europa: Walhalla. Si trova a 11 km a est della città ed è un tempio neoclassico progettato da Leo von Klenze, molto simile al Partenone di Atene. Fu edificato per volere di Ludwig I al fine di onorare tutte le personalità illustri della Germania. Qui si trovano busti e tavole commemorative di Bach, Mozart, Strauss, Lutero… Noi abbiamo visitato soltanto la parte esterna, da dove si può ammirare il panorama sottostante.

GIORNO 5 – Norimberga
Norimberga è stata la mia città preferita. Abbiamo iniziato il tour del centro storico partendo dalla piazza del mercato, l’Hauptmarkt. È la piazza principale dove, durante il periodo natalizio, si svolge uno splendido mercatino. La protagonista della piazza è la Schöner Brunnen, ossia la Bella Fontana. Protetta da una cancellata, ai poli opposti ci sono due anelli che si possono girare. C’è una leggenda riguardo a questi anelli: uno è bruno e deve essere girato se si desidera una gravidanza; l’altro è dorato e deve essere girato 9 volte se si cerca fortuna. Nella piazza si trova anche la chiesa gotica Frauenkirche, costruita da Carlo IV per custodire i gioielli della corona, che oggi non ci sono più. Ogni giorno a mezzogiorno suona il carillon che fa muovere i sette principi elettori intorno all’imperatore Carlo IV.

Imperdibile è la passerella del boia di Norimberga, che collega l’Herkerturm (la torre del boia), tramite la Ratwurstgasse, all’Unschlittplatz. Il nome deriva dalla vicina torre del boia, cioè la casa del boia, che oggi ospita un museo dedicato alla storia criminale di Norimberga. Questo scorcio è bellissimo.

Tiergarten Platz è un luogo iconico della città. Questa piazzetta è uno degli angoli più belli di Norimberga, con le sue case a graticcio di pietra, legno e muratura e i tanti locali pieni di gente. Avrei voluto trascorrere un’altra giornata a Norimberga, perché merita davvero.

GIORNO 6 – Monaco di Baviera
Abbiamo dedicato a Monaco solo due giorni e, purtroppo, ha sempre piovuto. Il centro di Monaco si visita in un giorno, senza considerare ovviamente i musei. Abbiamo pernottato al Novotel, distante circa 1,5 km dal centro, ma ci siamo sempre spostati a piedi. La scoperta di Monaco di Baviera inizia da Marienplatz, la piazza principale della città, dove si trovano alcuni degli edifici più importanti, come il Neues Rathaus (nuovo municipio), l’Altes Rathaus (municipio vecchio) e la chiesa di San Pietro. La Marienplatz è senza dubbio la parte più bella e rappresentativa di Monaco di Baviera.

Obbligatoria la tappa all’Hofbräuhaus, cioè la birreria più famosa della città. Il suo birrificio è una delle “sette sorelle”, ovvero le sette fabbriche di birra storiche della regione. La birreria è molto grande, c’è musica dal vivo ed è sempre piena di gente. Siamo entrati per dare un’occhiata, ma non siamo riusciti a consumare perché era troppo affollata. Obbligatoria anche la tappa al Lego Store, più un museo d’arte che un negozio.

GIORNO 7 – Monaco di Baviera
La pioggia ci dà qualche momento di tregua, così decidiamo di salire in cima al campanile “Alter Peter” (vecchio Pietro). La salita è impegnativa: le scale sono ripide e strette, ma superati i 360 gradini si può ammirare uno dei punti panoramici più belli della città.

I ragazzi non sono interessati alle chiese, ma sono entrati volentieri nella cattedrale di Nostra Signora, la Frauenkirche, perché incuriositi dalla famosa impronta del diavolo. Secondo la leggenda, i costruttori della chiesa sfidarono il diavolo sulla possibilità di costruire un luogo senza finestre. Quando la chiesa fu pronta ma non ancora consacrata, il diavolo vi si introdusse furtivamente attraverso la grande porta, osservando con curiosità e stizza la costruzione. Il diavolo scoppiò in una grande risata, convinto che una costruzione senza finestre servisse a poco. In effetti, dal punto in cui si trovava, non si vedevano le grandi vetrate perché nascoste dalle colonne. Si mise così a pestare i piedi per terra, felice di essere trionfante, lasciando sul lastrone la sua impronta con lo sperone. Facendo, però, un passo avanti, vide un gran numero di finestre e, adirato per essere stato preso in giro dai costruttori, si tramutò in un vento violentissimo con lo scopo di demolire la costruzione, senza però riuscirci.

Anche se il tempo non era dei migliori, non potevamo lasciare Monaco di Baviera senza aver mangiato al Viktualienmarkt, il mercato cittadino aperto nel 1807 dal Re della Baviera Max Joseph I. Il mercato apre tutti i giorni e ospita circa 140 bancarelle che vendono prodotti alimentari locali, decorazioni per la casa e fiori. Abbiamo assaggiato i piatti tradizionali in uno dei chioschi del mercato: poco economici, ma sicuramente buoni.

Prima di lasciare Monaco di Baviera, abbiamo fatto una sosta al Giardino Inglese. Ci siamo divertiti a vedere i ragazzi che surfano sul fiume, fermandoci vicino a Prinzregentenstraße. Nei dintorni del parco non è insolito vedere passare ragazzini in bicicletta, muta e tavola da surf sotto un braccio.

GIORNO 8 – Dachau
La tappa successiva a Monaco di Baviera è stato il Lago di Starnberg. Ci siamo fermati qui per 4 notti, soggiornando in un meraviglioso appartamento a Leoni (Berg) con una terrazza panoramica fronte lago. È stato necessario organizzare questo soggiorno diversi mesi prima della partenza (mi sono mossa intorno a marzo) perché sul lago non ci sono molti appartamenti in affitto (perlomeno non con Booking) e i prezzi sono piuttosto alti. Il primo giorno faceva freddo, circa 15°, quindi abbiamo dedicato la mattinata al campo di concentramento di Dachau. C’era molta gente in visita ed è stato impressionante il silenzio che regnava. L’ingresso è libero ed è possibile comprendere e conoscere bene la storia di questo campo di concentramento leggendo tutte le spiegazioni a disposizione, in inglese ovviamente. Purtroppo abbiamo constatato che quanto appreso dai film e dai libri non è tutto ciò che è accaduto; c’è molto altro da sapere!

GIORNO 9 – Berg
Questa è la regione dei laghi, e ce ne sono cinque vicini. Poiché anche qui il tempo era brutto e continuava a piovere, abbiamo passato la giornata a girare per i paesini intorno al lago. Sono tutti molto belli, ma anche molto piccoli, con un’unica strada principale. Vicino al nostro appartamento non c’era praticamente niente da fare, solo poche case lungo la strada principale. L’accesso al lago è quasi completamente privato, tanto che non si riesce quasi neanche a vedere l’acqua. Durante la nostra esplorazione, abbiamo percorso la strada ciclabile chiusa al traffico che costeggia il lago. Inizialmente, abbiamo incontrato soltanto ville (stupende) e cancelli chiusi che delimitano i moli privati, e abbiamo così capito perché il lago di Starnberg viene chiamato il “lago dei VIP.” Proseguendo lungo la ciclabile, si trovano delle piccolissime spiagge dove poter fare il bagno. È stato impossibile resistere all’acqua trasparente! Anche questa zona, come Essing, è frequentata soprattutto da ciclisti. Consiglio assolutamente di fare il giro del lago in bicicletta. La ciclabile costeggia il lago per quasi tutto il tragitto, e il paesaggio è meraviglioso.

Starnberg è la cittadina più grande e vanta un lungolago molto bello, con locali e negozi. Non appena spuntava un po’ di sole, c’era sempre qualcuno pronto a tuffarsi in acqua da un pontile. La vita qui è piuttosto cara; tutto costa molto di più, dai gelati alla pizza, fino agli appartamenti. Anche ad Ammersee c’è un bel percorso ciclabile che costeggia il lago, ma noi ci siamo limitati a una piacevole passeggiata a piedi. L’acqua di Ammersee mi è sembrata meno limpida rispetto a quella di Starnbergersee.

GIORNO 10
Finalmente, l’ultimo giorno abbiamo visto il sole! La mattina abbiamo noleggiato una barca elettrica e fatto un bel giro del lago; non è necessaria alcuna patente per guidarla. Intorno all’isola delle Rose, l’acqua ha un intenso colore verde smeraldo. Dalla barca è anche possibile vedere il famoso castello dove Ludwig II trascorse gli ultimi giorni della sua vita. Nel pomeriggio, siamo andati in una bellissima spiaggia a Berg, poco distante dal nostro appartamento. Si trattava di un grande parco ben attrezzato, attraversato dalla pista ciclabile, con un’area per il beach volley, tavoli da ping-pong e ampi prati per rilassarsi. Fantastico!

GIORNO 11 – Mantova
Mantova è stata la nostra ultima tappa prima del rientro a casa. Per il pernottamento abbiamo scelto un B&B a conduzione familiare. La casa ha un giardino proprio sul lago e la figlia del proprietario organizza escursioni in SUP che partono direttamente da lì. Peccato non aver prenotato in tempo per concludere la vacanza con un’escursione sul Lago Superiore.
